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Link con rel nofollow? Ecco come Google li valuta!

Ecco perchè non devi avere paura dei link nofollow!

Come chi si intende di SEO già saprà, i link con rel nofollow venivano, fino circa ad una anno e mezzo fa, ignorati dai bot e dai crawler di Google. Come dice la stessa espressione “nofollow“, essi sono dei link che puntano a risorse online di qualche tipo e che vengono inseriti con, appunto, tale attributo per impedire che Google vada a visitare ciò che è associato ad essi. Ci sono tante motivazioni per le quali un webmaster dovrebbe imporre il rel nofollow per un link, come, per esempio, la vendita spudorata di esso o il suo posizionamento al di fuori del suo contesto od, ancora, la volontà di alleggerire il carico necessario per il “passaggio” di Google .
Chi riceve link nofollow, fino ad un po’ di tempo fa, non doveva essere molto contento perchè veniva impedito il passaggio di Google attraverso quel link e quindi tutta la “potenza” lato SEO che poteva portare.

La verità sui link rel nofollow e dofollow svelata

La verità sui link con rel nofollow e dofollow svelata

Ora, in un’epoca in cui i social network diventano indispensabili per la vita delle persone, tanto che alcuni hanno persino chiamato il 911 (numero americano per le emergenze) quando Facebook ha smesso di funzionare per pochi minuti la settimana scorsa, non c’è più bisogno di aver paura dei link nofollow, gli stessi link che i social network usano quando viene condiviso un qualcosa online. Perché? È molto semplice dal punto di vista teorico.
Vediamo come funziona.

Ogni volta che viene impostato un link, che possa essere una condivisione, un commento o un semplice like ad una risorsa, Big G passa a vedere di cosa si tratta. Appena, però, si accorge della presenza del rel nofollow, capisce che non deve andare oltre e che, quindi, non deve fare la scansione del contenuto, ma al contempo effettua una precisa verifica. Nonostante non visiti il link e, quindi, non controlli la pagina correlata, il motore di ricerca si occuperà di trovare tutti i “posti” dove quel link è stato condiviso. Ogni volta che troverà lo stesso link, andrà a verificare se sia già presente nel database: in caso affermativo, inserirà la posizione di quel collegamento ipertestuale, il sito di provenienza e incrementerà un contatore che chiamo “contatore condivisioni“. In caso negativo creerà una nuova tabella in un database che contenga il link correlato e imposterà il contatore condivisioni a 1.
Più sarà alto il valore di questo contatore, più ogni altro link dofollow avrà peso. Questo implica che ogni link dofollow proveniente da un sito autorevole o comunque “buono” e nella giusta posizione, quindi guadagnato (link earning), peserà di più di un link dofollow che punta ad una pagina mai condivisa.

Sarebbe interessante avere qualche riscontro diretto da parte di qualcuno che in prima persona abbia studiato e realizzato una campagna di link building o, meglio ancora, di link earning che sfrutti al massimo delle sue potenzialità questo principio. Ciononostante ho potuto constatare che la maggior parte dei siti che vivono di social network come Fanpage.it, Lercio.it ed altri, molti dei quali si appoggiano ad Altervista e ad altre piattaforme di hosting gratis, conferma quanto da me detto sopra, ovvero questi siti sociali riescono a posizionarsi per quasi qualunque parola chiave solo grazie alle migliaia di condivisioni sui social network. Addirittura potrei azzardare nel dire che, una volta che Google andrà ad indicizzare (non ancora a posizionare) una pagina che era già stata inserita nel database dei link nofollow, se ne accorgerà e quindi, dopo aver visto il contatore delle condivisioni, oltre ad aumentare proporzionalmente il peso che ogni inbound link dofollow avrà, anche se inserito in un sito non molto frequentato e con un PageRank basso, Google posizionerà in maniera migliore, sempre proporzionalmente, una tale pagina per le parole chiave contenute in essa. Possiamo dire che queste keywords o keyphrases saranno valutate con maggior “attenzione” dal colosso di Moutain View.

Cosa bisognerebbe fare, quindi, in questo 2015? Quali sono le tendenze della SEO e del web marketing? Come arrivare ad aumentare le conversioni?
Bisogna studiare una strategia web che implichi un mix tra link nofollow e dofollow. L’attività social deve essere studiata bene e deve essere resa forte grazie alla continuità ed alla quantità. No post acchiappa click, no spam, no contenuti di bassa qualità. Meglio averne pochi ma buoni.
Perchè Google chiede a noi creatori di contenuti (content creators) una ed una sola cosa: di rispondere bene alle domande degli utenti.

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Written by Luca Giuglietti

Sono un ventenne appassionato di tecnologia, di ferrovie, di videomaking e vfx, di sport ed in particolar modo di tennis. Mi occupo di effetti visivi (effetti speciali), web & social marketing, costruzione siti web, web & personal management. Bevo molto caffè e nel tempo libero faccio video, scatto fotografie, gioco a tennis oppure viaggio.

Website: http://cinemaemac.altervista.org