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Le basi degli effetti speciali: il chroma key

Ecco la spiegazione della tecnica che ha rivoluzionato il cinema mondiale: il Chroma Key. Leggete qui per capire di cosa si tratta e come si fa.
Il titolo di questi nuovi articoli è “Le basi degli effetti speciali”. Tutti, guardando Avatar, Il Signore degli Anelli, Io Robot, Star Wars, 2012, The Day After Tomorrow, il Pianeta delle Scimmie, Sherlock Holmes, Inception, Iron Man (specialmente il 2), Thor, Captain America, Transformers e tutti quei film con dei belli effetti speciali, si chiedono “come hanno fatto?”. La risposta non è semplice ma una volta terminata questa “collana” di articoli potrete capire bene quali sono le tecniche usate. Sapete qual’è quella tecnica che ha rivoluzionato completamente il cinema? Il chroma key. Inizialmente, come nei primi tre Star Wars di George Lucas (il primo è del 1979), era un processo ottico che veniva realizzato con delle apparecchiature grandi e che permettevano di aggiungere fino a quattro sfondi posteriori ritagliati tramite maschere (pensate ai proiettori per i lucidi). Oggi è un procedimento totalmente digitale, il che rende tutto più semplice, rapido e intuitivo.


avatar greenscreen


In cosa consiste? Vengono posti uno o più soggetti (persone, oggetti, elementi del set ecc...) davanti a un telo o una parete di un colore chiaro, luminoso che in genere è verde o blu perchè questi colori sono i più distanti dal colore della pelle umana, viene ripresa la scena e poi al computer viene rimosso il colore del fondale creando una trasparenza (canale Alpha): essa ci permette di sostituire lo sfondo verde con uno a nostro piacere, ad esempio una spiaggia, una montagna, una città oppure una scena creata in computer grafica. Sembrerà un colmo ma è proprio vero che più è alto il livello della produzione, più i fondali, blu o verdi che siano, sono fatti male: questo accade perchè più un attore sta sul set, più deve essere pagato, di conseguenza i tecnici devono impiegare meno tempo per montarli; inoltre sul set si pensa che gli artisti che lavoreranno al film siano i migliori e quindi che siano talmente bravi da risolvere qualsiasi problema, come, per esempio, a rimuovere un fondale montato male o mal illuminato e colorato. Come bisogna procedere? La telecamera (presumiamo che questa sia statica, posta su un qualcosa di stabile e fisso come un treppiede) viene posta in modo da vedere il soggetto e lo sfondo colorato. Per far sì che il tutto proceda correttamente, servono delle luci: per ottenere un buon risultato ne servono almeno due ma la regola vuole che ce ne siano 3, 4, 5, 6 o 7. Queste devono essere poste esternamente all’inquadratura, puntando con un’angolazione di 45° verso il fondale colorato. Se le ombre del soggetto, il quale deve esser posto a 1,5 m di distanza dal fondale (consigliati 2,5 m), fossero proiettate sul telo o sulla parete, sarebbe difficile o quasi impossibile rimuoverle: bisogna fare delle prove per le angolazioni delle luci e poi aggiungere una terza posteriore che illumini il soggetto da dietro, in modo da “staccarlo” meglio dallo sfondo. Se si volesse fare le cose con più precisione e ottenere un risultato migliore, sarebbe opportuna una disposizione di due luci poste a 45° che illuminano il soggetto, due con la stessa angolazione poste più vicine al fondale per illuminarlo, due ai lati del fondale e una posteriore che illumina il soggetto da dietro: con questa disposizione potrete considerarvi degli aspiranti FIlm-maker di Hollywood poiché è quasi professionale come disposizione. Che lampade servono? Molti usano le lampade Red Head, poco costose e facilmente reperibili online (cercatele su ebay o su subito.it). Se non volete comprarle perchè, giustamente, ritenete che non ne valga la pena senza fare prima qualche prova, potete usare delle alogene (otterrete ottimi risultati lo stesso, io stesso le uso) o dei faretti mono-direzionali, come quelli che usa la protezione civile o che a volte si usano per illuminare dei prati o dei campi da calcetto. Cosa bisogna fare ora? Fate una prova! Vestitevi di scuro per fare in modo che ci sia un buon contrasto con lo sfondo (non del colore che avete scelto e nemmeno di un colore con tonalità leggermente diversa), avviate la telecamera e provate a passeggiare avanti ed indietro cercando di restare nell’inquadratura.
Dopo la ripresa come si rimuove il fondale? Questa è la parte più importante. Importate il filmato. Dovete disporre di un programma che permetta la trasparenza colore (il chroma key), quindi agli utenti Mac consiglio iMovie di Apple (integrato in ogni nuovo Mac), Premiere Elements o Premiere Pro di Adobe, Final Cut Express, Final Cut Pro 7 oppure X di Apple, ma il migliore in assoluto è After Effects di Adobe perchè possiede già al suo interno svariati tools per la rimozione dei fondali, tra cui il plugin Keylight della The Foundry.
Di questo parleremo nel prossimo articolo.
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